martedì 7 giugno 2016

FARE YOGA .....

 
 1.Fare yoga rende felici

Praticare lo yoga significa ritrovare l’armonia con il corpo, l’anima e la mente. Si riesce a ritrovare equilibrio fisico, psichico e spirituale che permette di ritrovare la serenità.
2. Fare yoga fa bene al corpo  
Ritrovare la forma fisica con lo yoga si può, basta praticarla con costanza. Ci sono diverse forme di yoga, dalle più leggere a quelle più intense. A seconda di quella che sceglierete otterrete risultati diversi. In tutti i casi, le posizioni dello yoga aumentano l’elasticità del corpo e stimolano dei muscoli che nemmeno sapete di avere. Con alcuni esercizi mirati, poi, diminuiscono anche determinati tipi di dolori muscolari, come il mal di schiena, di collo e quello alle gambe
3. Fare yoga fa bene al cuore e rallenta l’invecchiamento
Lo yoga è considerato un’ottima disciplina per tutti i muscoli, anche per il cuore. Infatti, abbassa la pressione sanguigna e rallenta i battiti. Secondo alcuni studi, praticare yoga avrebbe effetti antiossidanti e, quindi, aiuterebbe a combattere l’invecchiamento.
4. Fare yoga elimina lo stress 
Dalla respirazione alla capacità di concentrazione, lo yoga aiuta anche a rilassarsi, ritrovare la calma e allontanare lo stress quotidiano per ritrovare la serenità interiore. Praticare questa disciplina stimola il sistema nervoso e riduce la stanchezza.


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lunedì 7 marzo 2016

festa della donna : La leggenda della mimosa



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Perché la  mimosa è la pianta simbolo dell’8 marzo solo in Italia?  In altri Paesi, infatti, esistono altri fiori simbolo di questa giornata (in Francia, per esempio, si è soliti regalare alle donne una violetta).
 Fù nel 1946  la parlamentare Teresa Mattei, figura storica della Resistenza e della nascita della Repubblica Italiana, a proporre l’idea della mimosa e a contrastare chi invece preferiva la violetta come in Francia. La mimosa è una pianta popolare, diffusa in tutta Italia e quindi facilmente reperibile da tutti, è più umile rispetto alla ricercata violetta e fiorisce proprio all’inizio di marzo!
Da allora la mimosa ed il suo inconfondibile profumo sono strettamente collegati alle donne e in modo particolare all’8 marzo.
E collegata sempre a questa bellissima pianta dai fiori gialli e particolari vi è anche un leggenda . Una leggenda che parla di coraggio, di bellezza, di come la donna è in grado di donare tutta sè stessa per la vita e di come da lei e solo da lei non può che nascere la vita stessa.
 
"C’era una volta, nel tempo in cui uomini di mare affrontavano l’ignoto per spirito di avventura e di conoscenza, un popolo forte e coraggioso la cui caratteristica peculiare era il colore dei capelli.
Esso, a differenza di quello degli abitanti delle altre isole vicine, era del colore del sole.
Specialmente le donne, forti e bellissime, erano orgogliose di quelle nuvole d’oro che pettinavano per lungo tempo al giorno, inventando elaborate acconciature con trecce e nastri.
Ma i tempi erano difficili e, spesso, proprio mentre gli uomini del villaggio erano in mare per la pesca e per i loro commerci, l’isola di Rainhor veniva invasa e depredata dalle tribù nemiche. E molto ambite erano le giovani donne dell’isola.
In uno di quei tristi giorni anche la dolce e bellissima Mihm, figlia del capo villaggio, cadde nella trappola tesale da un re nemico e venne rapita, insieme ad altre compagne, per far parte delle sue schiave.
Il fitto dedalo di scogli dell’arcipelago e l’ostilità dei luoghi, fornivano a quei malvagi un nascondiglio perfetto di cui, difficilmente, i soccorritori delle ragazze avrebbero potuto aver ragione .
La grotta dove erano state rinchiuse in attesa del loro triste destino era accessibile solo dal mare, allorchè l’alta marea sommergeva la cavità d’ingresso, ben celata dagli arbusti che crescevano fin sopra gli scogli.
Aveva un unico condotto d’aria, che aprendosi sulla volta della grotta, sbucava sulla sommità di una collinetta brulla a picco sugli scogli.
Tutto intorno il mare con il continuo soffiare del vento e il rincorrersi di gabbiani gracchianti.
La giovane Mimh, forte nella sua agilità, era ben decisa a non arrendersi al suo triste destino e, incurante del pericolo, decise che avrebbe dovuto fare qualcosa per salvare se stessa e le sue compagne.
Fu così che chiese alle compagne di essere issata sulle loro spalle per potersi infilare nello stretto cunicolo e cercare aiuto dall’alto della collina; era infatti certa che i loro parenti, e soprattutto il suo promesso sposo, stessero cercando il nascondiglio per liberarle.
Con grande sforzo la ragazza riuscì a raggiungere l’apertura collegata all’esterno e con abilità e determinazione si infilò fra le rocce , incurante dei graffi che la roccia le procurava nel tentativo di raggiungere l’esterno.
L’ultimo tratto era anche il più stretto.
Il tempo sembrava non passare mai e Mimh sentiva già venir meno la sua resistenza quando, con un ultimo sovrumano sforzo, riuscì a sporgere la testa dalla cavità.
Da lontano vide le veloci barche della sua gente ma la sua testa affiorante dalla collinetta non poteva essere notata da così lontano!
Allora, consapevole della sua fine ormai prossima, si sciolse le trecce e i suoi lunghi capelli biondi cominciarono a muoversi nel vento come una bandiera.
Era il segno, l’ indicazione che gli uomini stavano ardentemente cercando.
La fine della storia non fu lieta.
Le compagne di Mimh furono liberate, ma la coraggiosa ragazza morì soffocata dal suo stesso ardimento e quello stretto cunicolo divenne la sua stessa tomba .
Quando il suo promesso sposo si recò sulla collina per onorare il corpo della sua sfortunata sposa con una degna sepoltura, trovò al posto di Mihm una pianta dalle radici profonde e fortissime, e una grande chioma di fiori d’oro che si muovono al vento…..
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Era la mimosa."

domenica 28 febbraio 2016

LE NOSTRE RICETTE, Cotto e CONSUMAto : CANTUCCINI DI MONTAGNA

CANTUCCINI DI MONTAGNA o
CANTUCCINI DI CASTAGNE

RICETTA:
250 gr farina di castagne
250 gr farina
250 gr di zucchero
4 uova
50 gr di burro
1 bicchierino di rum
1 bustina di lievito
25 gr di cacao amaro
50 gr di uvetta


Mescolare tutto avendo cura di aver messo a bagno l'uvetta .
L'impasto dovrà risultare abbastanza morbido.
fare dei "panetti" lunghi come per i normali cantuccini e cuocere in forno per 20 minuti a 180 °.
Tagliarli e poi far asciugare bene a forno aperto oppure all'aria , questo consentirà di poterli conservare a lungo ben chiusi in un barattolo.
Buonissimi !!


 

venerdì 5 febbraio 2016

COME POTARE L'ORTENSIA – guida con consigli per la potatura




Condivido questo video che a me sembra molto ben fatto , l'ortensia è la regina dei nostri giardini e avere informazioni per "coccolarla" un po' credo faccia piacere !

Carla