mercoledì 28 luglio 2010
mercoledì 21 luglio 2010
martedì 13 luglio 2010
domenica 11 luglio 2010
Conosco delle barche
Conosco delle barche che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.
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poesie
giovedì 8 luglio 2010
A proposito di ... Efficienza - Efficacia - Produttività
Per le aziende di produzione la bontà del risultato della gestione viene evidenziata dal bilancio che viene redatto annualmente:
Per le aziende di erogazione manca la possibilità di una simile tipologia di confronto: manca completamente l’utile (o la perdita) perché il fine non è lucrativo ma morale, culturale, ecc. Anche quando il bilancio di esercizio evidenzia un totale delle entrate (paragonabili ai ricavi delle aziende di produzione) superiore al totale dei costi (paragonabili ai costi delle aziende di produzione), la differenza positiva non rappresenta un utile ma un risparmio di gestione (se è negativa, tale differenza è un debito di gestione). Quindi una differenza positiva tra entrate ed uscite non è, di per sé, indice di buona gestione. E neppure una differenza negativa è indice di cattiva gestione.
Anzi, poiché il fine dell’ente è morale, un avanzo di gestione potrebbe indicare che i responsabili dell’ente hanno rinunciato ad una qualche iniziativa utile per gli associati, contravvenendo così ad un dovere istituzionale dell’ente stesso. Considerazioni analoghe, ma opposte, potrebbero essere fatte in caso di disavanzo.
Appare evidente, anche da queste semplici considerazioni, che il bilancio dell’ente morale deve avere come obiettivo il pareggio (ottimalità finanziaria). Rimane il problema dell’analisi della gestione volta a verificare se è ottimale dal punto di vista operativo.
Normalmente si afferma che la produttività è data dal rapporto tra il valore dei risultati ed il valore delle risorse; in formula:
- Un risultato negativo (perdita) sta a dimostrare, senza necessità di ulteriori analisi, che nell’indirizzo gestionale qualcosa deve essere aggiustato.
- Un risultato positivo (utile) sta a dimostrare che la gestione è stata svolta in modo tale da consentire di ottenere un totale di ricavi superiore al totale dei costi. Ciò è già consolante (per amministratori e soci) ma per poter essere soddisfatti occorre almeno esaminare la produttività del lavoro e del capitale per vedere se è ottimale o almeno simile a quella risultante dai bilanci delle aziende concorrenti.
Per le aziende di erogazione manca la possibilità di una simile tipologia di confronto: manca completamente l’utile (o la perdita) perché il fine non è lucrativo ma morale, culturale, ecc. Anche quando il bilancio di esercizio evidenzia un totale delle entrate (paragonabili ai ricavi delle aziende di produzione) superiore al totale dei costi (paragonabili ai costi delle aziende di produzione), la differenza positiva non rappresenta un utile ma un risparmio di gestione (se è negativa, tale differenza è un debito di gestione). Quindi una differenza positiva tra entrate ed uscite non è, di per sé, indice di buona gestione. E neppure una differenza negativa è indice di cattiva gestione.
Anzi, poiché il fine dell’ente è morale, un avanzo di gestione potrebbe indicare che i responsabili dell’ente hanno rinunciato ad una qualche iniziativa utile per gli associati, contravvenendo così ad un dovere istituzionale dell’ente stesso. Considerazioni analoghe, ma opposte, potrebbero essere fatte in caso di disavanzo.
Appare evidente, anche da queste semplici considerazioni, che il bilancio dell’ente morale deve avere come obiettivo il pareggio (ottimalità finanziaria). Rimane il problema dell’analisi della gestione volta a verificare se è ottimale dal punto di vista operativo.
Normalmente si afferma che la produttività è data dal rapporto tra il valore dei risultati ed il valore delle risorse; in formula:
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lunedì 5 luglio 2010
venerdì 2 luglio 2010
La solidarietà der gatto
TRILUSSA (Roma 1871-1950)
Trilussa pseudonimo di Carlo Alberto Salustri, poeta satirico italiano che con i versi da le stelle di Roma(1889) a Acqua e vino (1945), continuò la tradizione poetica dialettale romana. I suoi sonetti, le sue favole, le sue moralità accompagnarono la vita romana prima, italiana poi, per più di mezzo secolo attraverso due guerre mondiali, il fascismo, la nascita della repubblica. Luigi Einaudi, nominò Trilussa senatore a vita il 1°dicembre 1950, venti giorni prima che morisse. Il senso delle sue poesie con animali è umanizzato e attuale, come si può capire per esempio da questa.
Er cane disse ar gatto:
“se famo er patto desse solidali
potremo tené testa a li padroni
e a tutte l’antre specie d’animali.”
Dice, “ce stai? Ce sto!”
Ecco che’ na mattina,
Er cane annò in cucina
E ritornò con un piccione in bocca.
“Me devi da’ la parte che me tocca:”
je disse er gatto, “armeno la metà:
sennò, compagno, in che consisterebbe
la solidarietà?”
“E’ giusto!” Fece quello,
e je spartì l’ucello.
Ma in quer momento er coco,
che s’incajò* der gioco,
acchiappò er cane e lo coprì de bòtte
finché nu’ lo lasciò coll’ossa rotte.
Appena vidde quell’acciaccapisto*
Er gatto trovò subbito la porta,
scappò in soffitta e disse: “Pe’ sta vorta
so’ solidale sì, ma nun insisto!”
*S’accorse *Trambusto
(a cura di Romano Valli)
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